IT1120004 - Baraggia di Rovasenda

Overview

BARAGGIA DI ROVASENDA
Comune di Lenta (VC)
pSCI NATURA 2000 Code: ZSC IT1120004
Riserva naturale delle baragge
superficie dell'area: ha 1,178.000

USI DELL'AREA: una parte del territorio della ZSC si trova all'interno di proprietà private, una parte è pubblica; una parte consistente appartiene al demanio militare. All'interno della ZSC una parte della superficie è occupata da ambienti seminaturali o naturali, mentre una parte è occupata da zone antropizzate. 

DESCRIZIONE: Gli habitat presenti all'interno della ZSC includono diversi tipi di formazioni boschive ed arbustive. I boschi sono dominati da querce o da betulla e pioppo tremulo, tranne nei pressi dei corsi d'acqua, dove domina l'ontano nero; tra gli arbusteti il più diffuso è quello caratterizzato da Calluna vulgaris, spesso degradato in prateria a causa del pascolamento intensivo (“baraggia”).
Tra le specie vegetali di interesse comunitario si segnalano in particolare Eleocharis carniolica, Isoetes malinverniana, Gladiolus palustris. Tra le specie animali sono noti 20 Mammiferi, e tra gli Uccelli 59 sono di interesse comunitario ai sensi della Direttiva Uccelli. Piuttosto interessante l'entomofauna, che include 79 Carabidi, 235 Curculionidi, 51 Lepidotteri diurni e 18 Odonati; tra le specie di Insetti di interesse comunitario si segnalano Sympecma paedisca, Euphydryas aurinia, Coenonympha oedippus e Lycaena dispar. Molte specie animali e vascolari (Juncus tenageja, Iris sibirica, Gentiana pneumonanthe, Gladiolus imbricatus) presenti nella ZSC sono di interesse conservazionistico e biogeografico pur non essendo inserite negli Allegati delle Direttive Habitat e Uccelli.

STATO DI CONSERVAZIONE: Lo stato di conservazione dei diversi habitat risulta in parte compromesso a causa della mancanza di gestione. Con la cessazione delle attività di esercitazioni militari, che erano state fondamentali per preservare la naturalità dell'ambiente, in molti casi la brughiera sta andando incontro a un progressivo degrado. In diverse zone si vanno affermando delle cenosi dominate da specie esotiche invasive arboree (Ailanthus altissima, Prunus serotina, Robinia pseudoacacia) che costituiscono una minaccia per la conservazione degli habitat. In altre, il sovrappascolamento ha determinato una perdita almeno parziale dell'habitat 4030 nella facies dominata da Calluna vulgaris, che si è degradato e convertito in pascolo dominato da graminacee, nel quale penetrano facilmente specie esotiche invasive erbacee. Complessivamente la brughiera risulta in cattivo stato di conservazione.

IMPORTANZA DELL'AREA DI PROGETTO PER LA CONSERVAZIONE DELLE SPECIE E DELLA BIODIVERSITA': Il sito ricade all’interno della più ampia area generale di progetto,  in cui rafforzare la conservazione degli habitat target, per avere un primo sistema di base (che funzioni da core area per la biodiversità associata agli habitat target), omogeneo dal punto di vista fitogeografico e ben conservato, condiviso tra le due regioni amministrative coinvolte e gravitante sui 3 corsi d’acqua principali (Ticino, Sesia, Po) dell’area, con ruolo di corridoi ecologici importanti. Pur non essendo questo sito prossimo ai corsi d’acqua sopra citati, esso è caratterizzato da un reticolo fitto di torrenti e ruscelli, che svolgono altrettanta importante funzione di corridoi ecologici.
Il sito rappresenta un importante lembo di brughiera pedemontana, in cui estesi tratti, a causa dell’abbandono, si trovano in fase di colonizzazione da parte di betulle, pioppi tremuli e frangola, che ne stanno minacciando la biodiversità, unica in questa porzione della Pianura padana, come meglio specificato più avanti nella descrizione degli habitat target. Qui, infatti, la brughiera possiede caratteri di unicità per composizione floristica e connotazione fitogeografica rispetto allo stesso habitat in altre parti d’Italia o dell’Europa centrale, dovute sostanzialmente alla sua localizzazione sud-alpina (Giacomini, 1958a,b). Queste brughiere infatti sono disgiunte rispetto alla principale area di distribuzione delle brughiere europee e si pongono ai limiti ecologici di Calluna vulgaris.

 

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SITI DI INTERVENTO

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LIFE18/NAT/IT/000803

The Drylands project is funded by the LIFE Programme of the European Union

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